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Alla scoperta dei piatti tipici della Lombardia

State programmando un nuovo viaggio appena sarà possibile spostarsi in sicurezza? Siete dei buongustai sempre alla ricerca di nuovi piatti da assaporare durante i vostri viaggi? Allora, se siete alla ricerca del buon cibo, la Lombardia è il posto giusto. In questo articolo scopriremo i sapori tipici più famosi della cucina lombarda.

Lombardia vanta una storia ed un patrimonio storico-artistico inestimabile, oltre che a bellezze paesaggistiche che coesistono in un’unica regione: laghi, fiumi, pianura, montagne e non solo.
Anche la cucina lombarda offre moltissime materie prime che portano alla creazione di piatti tradizionali fatti di tanti sapori, molto diversi fra loro.

In questo articolo, vi illustreremo sette piatti tipici lombardi, tra i più conosciuti e assolutamente da non perdere.

Risotto alla Milanese

@La Dogana del Buongusto

Se vi recate a Milanodovete provare il risotto alla Milanese, un classico intramontabile della cucina meneghina, apprezzato sia in tutta la penisola che all’estero.

La leggenda narra che la creazione di questo piatto risalga alla seconda metà del 1500 e sia legata alla costruzione del Duomo di Milano.

Valerio di Fiandra, un Maestro fiammingo giunse a Milano per la realizzazione delle meravigliose vetrate che ancora oggi abbiamo la possibilità di ammirare tramite visite guidate. insieme a lui giunse il suo allievo chiamato Zafferano (in inglese Saffron). Il soprannome gli venne attribuito per la sua abitudine di utilizzare questa spezia per ottenere colori con un effetto più brillante. Un giorno il Maestro Valerio disse al giovane assistente che continuando in quel modo avrebbe finito per mettere lo zafferano persino nei piatti.
E fu in occasione delle nozze della figlia del Maestro, che Zafferano chiese al cuoco una “piccola” variazione nel menù nuziale: ossia aggiungere al riso, condito con il burro, anche un generoso pizzico di Zafferano.

Il risultato? I commensali gradirono la modifica fatta, sia per la nota colorata che rese il piatto di un color giallo acceso che per il suo gusto. Si trattò di un semplice scherzo o di una ripicca? Questo non ci è dato saperlo, ma ci piace pensare che non si tratti di una semplice leggenda.

Oggi, il risotto alla milanese viene servito in diversi modi e varianti, in modalità tradizionali e innovative. Quel che è certo, è che una delle varianti più apprezzate in assoluto è sicuramente il risotto servito insieme al famoso ossobuco alla Milanese, altro piatto tipico della cucina meneghina.


Ossobuco alla Milanese

@La Dogana del Buongusto丨Instagram

Conosciuto anche come “òs bus” (osso bucato), in dialetto milanese, le prime trascrizioni della ricetta dell’ossobuco di vitello risalgono al diciannovesimo secolo, anche se qualcuno dice che la sua presenza risalga addirittura a cinquecento anni prima.
Infatti, già a quel tempo si parlava di un particolare taglio trasversale della carne con l’osso contenente il midollo, cotto in umido per molte ore e molto apprezzato dall’aristocrazia di quel tempo.

Se siete curiosi di assaggiare questo piatto, dovete fare tappa a pranzo o cena al Ristorante La Dogana del Buongusto di Milano.


Casoncelli

© Hotel & Ristorante Aurora

Quando fate tappa a Bergamo e Brescia, dovete assolutamente assaggiare un buon piatto di casoncelli, in dialetto "Casonsèi", uno dei prodotti della tradizione bergamasca e bresciana più conosciuti, oltre alla polenta.

Si tratta di un particolare tipo di pasta fresca ripiena e nonostante abbiano lo stesso nome, i casoncelli bergamaschi sono diversi da quelli bresciani. I casoncelli bergamaschi hanno una pasta più spessa con ripieno di carne e formaggio. In fase di cottura vengono, poi, conditi con pancetta croccante, burro e salvia. Dall’altra parte, i casoncelli alla bresciana tendono ad avere una pasta più sottile che riesce a mettere in risalto il ripieno a base di pane secco, burro e Grana Padano per poi essere conditi con abbondante burro, salvia e formaggio grana.
Questo piatto, di tradizione povera, soprattutto nel caso dei casoncelli alla bergamasca, nacque dalla necessità di riutilizzare gli avanzi di carne bovina e suina per evitare, quindi, qualsiasi tipo di spreco.

Se volete assaggiare il piatto perfetto di casoncelli fatti a mano, dovete fermarvi al Hotel & Ristorante Aurora di Castione della Presolana, tra le montagne bergamasche della Val Seriana.


Pizzoccheri

© Marco Pinna

Se passate in Valtellinanon potete non fermarvi ad assaggiare un buon piatto di Pizzoccheri accompagnato da un bicchiere di vino locale. L’ingrediente principale dei pizzoccheri è la farina di grano saraceno, originaria proprio di questo luogo.

L’origine di questo piatto non riporta alcuna data specifica, ma è testimoniata da una serie di riferimenti culinari di fine ‘700, riguardante l’area dei Grigioni in Svizzera, di cui la Valtellina in quell’epoca faceva parte. Infatti l’autore parla di una pietanza chiamata “Perzockel” come una sorta di tagliatelle fatte di grano saraceno. La pasta, una volta cotta, veniva condita con abbondante burro e formaggi locali.
Dai primi dell’Ottocento sulle tavole dei contadini più benestanti appare il piatto più simile a quello che noi conosciamo con l’aggiunta, oltre agli ingredienti menzionati precedentemente, di patate, verze o coste.

Oggi, i pizzoccheri sono considerati il piatto simbolo della Valtellina, con epicentro nel piccolo paesino di Teglio, dove si è stabilito un legame quasi affettivo tra questa pietanza e la popolazione locale, tanto da indurli a formare l' Accademia del Pizzocchero di Teglio.

Tra i tanti ristoranti dove potrete degustare un piatto di pizzoccheri cucinati nel pieno rispetto della ricetta originale certificata e con prodotti valtellinesi di prima qualità c’è l' Agriturismo Il Vecchio Torchio a Teglio.


Tortelli di zucca mantovana

© Pixabay

Tra le Eccellenze gastronomiche della zona di Mantova , patria dei Gonzaga, trovano posto i famosi tortelli mantovani alla zucca..

La sua origine risale al Basso Medioevo, quando, con quel poco che l’economia contadina offriva, venne inventato un piatto gustoso dalla necessità di riciclare gli avanzi della cucina. Infatti, è anche per questo motivo che vengono accostati sapori molto diversi tra loro e a tratti azzardati, che vedono il dolce della zucca e degli amaretti uniti alla mostarda e al Parmigiano Reggiano. Ed è proprio questo filo conduttore che crea il perfetto equilibrio tra dolcezza e sapidità di questo piatto, preparato con i quattro ingredienti tipici del territorio mantovano.


Casseoula

Casseoula è il piatto invernale per eccellenza della zona di Varese e della Brianza.

Il suo nome è di dubbia provenienza, ma si dice sia legato agli utensili da cucina utilizzati alla sua preparazione:

  • il mestolo, chiamato anche "cassoeu
  • la "casseruola", ossia il tegame in cui viene cotta la carne.

Secondo la tradizione questo piatto è collegato alla festività di Sant’Antonio Abate, il 17 Gennaio, giorno che segnava la fine del processo di macellazione dei maiali.

La leggenda racconta che la sua nascita coincida con il periodo della dominazione spagnola in Lombardia, alla fine del cinquecento, quando un soldato spagnolo si innamora di una giovane cuoca lombarda. Il soldato insegnò alla sua amante la preparazione di questo piatto e quest’ultima lo propose in occasione di un banchetto alla nobile famiglia per la quale lavorava che lo apprezzò così tanto da diffondere la ricetta.

Oggi, la casseoula viene cucinata prevalentemente nel periodo invernale. Infatti, gli ingredienti utilizzati, tra i quali gli scarti di maiale (i piedini, il codino, le orecchie, la cotenna) uniti alla verza, rendono questa pietanza perfetta per le fredde e nebbiose sere lombarde.


Torrone Cremonese

© Pixabay

Se fate tappa a Cremona dovete assolutamente assaggiare il famoso torrone cremonese, dolce tipico natalizio a base di albume d’uovo, miele, zucchero e mandorle.

Le sue origini sono dubbie: alcuni sostengono che risalgono al XII secolo, quando un cremonese tradusse un testo arabo che spiegava come cucinare il “turun”; per altri invece, l’arrivo del torrone in Italia si deve alla corte di Federico II e ai suoi cuochi arabi. La sua derivazione araba è quasi certa.

In Italia però c’è una data che designa la nascita ufficiale del torrone cremonese: il 1441, anno in cui Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti si sposarono e servirono il torrone con la forma del Torrazzo di Cremona ai propri commensali.
Oggi questo dolce è una tradizione ben consolidata che viene celebrata ogni anno a novembre con la Festa del Torrone.

Questi sono solo qualcuno dei tanti piatti Lombardi conosciuti e rinomati in tutto il mondo.
Nei prossimi articoli ne scopriremo molti altri!

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